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Un presidente donna per l'Europa, le candidate

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Un presidente donna per l'Europa, le candidate

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Candidata donna, super partes e fuori dai giochi politici. Tra i nomi per la presidenza permanente dell’Unione Europea, in molti appoggiano Vaira Vike-Freiberga, ex presidente della Lettonia. La statista 62enne non appartiene ad alcuno schieramento. Una donna fuori dal comune si legge sul sito appositamente creato per la sua candidatura. Tra i suoi sostenitori: la fondazione Schuman e l’ex presidente del Parlamento di Strarburgo, Simone Veil.

“Il presidente Freiberga, è una negoziatrice eccellente, poliglotta, è un leader, un leader naturale, è molto stimata nell’Unione, è uno dei pochi politici degli ultimi paesi entrati nell’Unione che sta cercando di fare una carriera internazionale”. Tra i pochi nomi femminili che circolano a meno di una settimana dal vertice decisivo del 19 novembre anche Ursula Plassnik, 57enne, ex ministro degli esteri austriaco. È entrata nella rosa dei candidati anche la greca Anna Diamantopoulou, commissaria europea agli affari solciali dal 1999 al 2004 e nuovo ministro all’istruzione in Grecia. Ferma sostenitrice di un’Europa più competitiva. Lo scarso numero di candidate presentato dagli stati membri nella corsa alle poltrone più prestigiose previste dal Trattato di Lisbona ha suscitato perplessità e polemiche. “Se esiste una qualsiaisi categoria dove il 52% della popolazione è rappresentata in non so, al 20 o 30% delle professioni, a volte appena al 3% delle professioni, si adottano dei rimedi correttivi. E allora perché no quando si tatta di donne?”. L’impegno da parte del presidente Barroso è stato chiaro: nella Commissione cercherò di avere più donne possibile. Ma ha sottolineato l’impossibilità di imporre o rifiutare le nomine proposte dai governi dei 27.