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Saranno processati in Libia i 2 svizzeri trattenuti a Tripoli

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Saranno processati in Libia i 2 svizzeri trattenuti a Tripoli

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Non sono ancora finite le peripezie libiche per Rachid Hamdani e Max Göldi. I due uomini d’affari svizzeri trattenuti in Libia da 15 mesi verranno processati per frode fiscale e violazione della legge sull’immigrazione e dovranno restare a disposizione della giustizia locale, malgrado il fatto che lunedì siano stati riconsegnati all’ambasciata elvetica di Tripoli.

Per l’opinione pubblica della Confederazione si tratta di una vendetta dopo l’arresto, a Ginevra, di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico, accusato, con la moglie, di maltrattamenti a dipendenti. Nemmeno la visita a Tripoli e le scuse del presidente svizzero Hans-Rudolf Merz, in agosto, erano riuscite a risolvere il contenzioso, tanto che Merz, in patria, era stato aspramente criticato per la sua iniziativa. Intanto i libici avevano continuato a mantenere chiusi i rubinetti del petrolio destinato alla Confederazione. Da allora Berna ha inasprito i toni, in particolare congelando l’accordo bilaterale firmato da Merz e limitando l’attribuzione di visti a cittadini libici. Un atteggiamento che avrebbe pagato, secondo l’amministrazione di Berna. Tripoli, invece, respinge questa lettura degli eventi, definendo pretestuoso il legame che è stato fatto in Europa fra la vicenda dei due cittadini svizzeri e quella del figlio di Gheddafi.