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Francia. Può uno scrittore dire ciò che vuole?

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Francia. Può uno scrittore dire ciò che vuole?

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Cade nel vuoto, in Francia, il tentativo di censurare la vincitrice del Goncourt, il più prestigioso premio letterario d’oltralpe. In Luglio Marie NDiaye, premiata per il romanzo “Trois femmes puissantes”, aveva confidato a una rivista di considerare mostruosa la Francia di Sarkozy. La scrittirce spiegava di essersi trasferita a Berlino per sfuggire all’atmosfera da stato di polizia che regna a Parigi. Dichiarazioni che la scrittrice oggi conferma, malgrado gli attacchi di un deputato della maggioranza:

Quando si afferma che la Francia di Sarkozy è mostruosa e che la destra equivale alla morte, è molto grave – ha dichiarato il parlamentare dell’UMP Eric Raoult – Libertà di espressione non significa libertà di aggressione”. Può un laureato del Goncourt dire ciò che vuole? Per un autorevole membro della giuria la domanda è semplicemente assurda: Non esiste per gli scrittori il dovere di mantenere un certo riserbo – avverte Bernard Pivot – Non è mai esistito nei paesi democratici e non esisterà mai”. Invitato ad esprimersi il ministro della cultura Frédéric Mitterand soffoca la polemica rifiutandosi di intromettersi. Salomonico, Mitterand ha dichiarato che gli scrittori hanno il diritto di dire quello che vogliono e i deputati di commentare quello che gli scrittori docono.