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Unione Europea, "molti nomi per pochi posti"

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Unione Europea, "molti nomi per pochi posti"

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Una lunga lista di candidati per due poltrone: quella di presidente dell’Unione Europea e quella di Alto Rappresentante della politica estera comune. Non c‘è ancora unanimità per le nomine ma c‘è una data: il 19 novembre. La presidenza svedese dell’Unione Europea ha fissato per giovedì prossimo un summit straordinario per scioglierie i nodi.

“Quando parliamo a tutti i colleghi dei 26 paesi, escono fuori più nomi che posti, questo significa che abbiamo bisogno di più consultazioni per arrivare a una soluzione giovedì prossimo”. I belgi non sembrano avere dubbi, la copertina del giornale Le Vif-L’Express titola Herman Van Rompuy “Superstar” nella corsa per la carica di primo presidente stabile d’Europa. In lizza anche l’ex premier britannico Tony Blair e il premier lussemburgese Jean Claude Junker. Alcuni osservatori discutono sui criteri di scelta. “Attualmente si pensa che sia più utile la figura di un tecnocrate che di un leader carismatico. L’Europa non è in una fase di grandi progetti, di grandi progressi, è necessario che le istituzioni funzionino, bisogna trovare dei compromessi, e dunque credo sia meglio trovare un tecnocrate pragmatico, ma per l’Europa, piuttosto che qualcuno con grandi progetti per il futuro nel momento in cui il sistema è in difficoltà”. Per la nomina di mister Pesc, resta l’enigma Miliband, se il ministro degli esteri britannico sia o meno in lista. Il favorito, in caso di uscita di scena di Miliband, sarebbe Massimo D’Alema. Candidati alla carica di Alto Rappresentante della politica estera comune anche il ministro degli esteri svedese Carl Bildt e il Commissario Europeo all’Allargamento, il finlandese Olli Rehn. Per ora l’unico nome femminile tra i candidati è quello dell’ex ministro degli Esteri austriaco Ursula Plassnik.