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Una riconciliazione cominciata 47 anni fa

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Una riconciliazione cominciata 47 anni fa

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La Grande Guerra mobilita 60 milioni di soldati tra il 1914 e il ’18, provoca 18 milioni di morti e 20 milioni di invalidi. Il massacro si svolge soprattutto in Europa, con la Francia come principale campo di battaglia.

Alla fine, il trattato di Versailles non riuscirà a risolvere le cause del conflitto. La Germania, umiliata, abbraccerà presto il nazional-socialismo. Tra Francia e Germania le ferite restano profonde. Occorrerà attendere il 1962 per assistere al primo passo verso il superamento delle rivalità: a Parigi, il generale De Gaulle riceve la visita del cancelliere della Repubblica federale Konrad Adenauer. Si potrà cominciare a parlare di riconciliazione nel 1984, quando il presidente François Mitterrand e il cancelliere Helmut Kohl, mano nella mano, celebrano l’anniversario di Verdun, luogo della sanguinosa battaglia franco-tedesca del 1916 durata 10 mesi. Il ricordo del cancelliere tedesco: “Non avevamo concordato di tenerci per mano, è stato un gesto spontaneo. Lui, più anziano, ha fatto il primo passo. E’ stato, per ragioni diverse perché facevamo parte di generazioni diverse, uno dei momenti più emozionanti della nostra vita”. Nel 1998, il presidente francese Jacques Chirac tenta un ulteriore passo in avanti: invitare la Germania alle cerimonie dell’11 novembre. Ma il cancelliere Gerhard Schroeder, fresco di elezione, declina l’invito. Troppo presto, dice. E’ stata infine la scomparsa degli ultimi reduci a contribuire a cambiare la natura della festa: dalla vittoria alla riconciliazione.