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Merkel: un inno alla libertà nel ventennale della caduta del muro


Germania

Merkel: un inno alla libertà nel ventennale della caduta del muro

I fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo di Berlino nel ventesimo anniversario della caduta del muro. E’ stata una giornata grigia e uggiosa ma non nel cuore dei berlinesi che sono accorsi in centinaia di migliaia a festeggiare il 9 novembre, diventato il simbolo della fine della guerra fredda.

“Anche il cielo ha pianto di gioia”. Questa mattina sintetizzava così l’atmosfera di ieri il quotidiano popolare Bild, il più letto in Germania.

Un evento che il governo tedesco ha voluto ben ancorare alla sua valenza internazionale. Vent’anni fa, il coraggio collettivo dei tedeschi dell’est ha mutato l’Europa e il mondo. Originaria dell’ex DDR, oggi, per la seconda volta, capo della cancelleria federale, il percorso personale di Angela Merkel è esso stesso emblematico: “La libertà non si crea da sola, si deve lottare per conquistarla e per difenderla. La libertà è il valore più vulnerabile del nostro ordinamento politico e sociale”. Fra i leader mondiali presenti, un ospite d’onore ha suscitato particolare entusiasmo fra i berlinesi, quell’ultimo presidente dell’Unione Sovietica, che, nell’89, decidendo di non intervenire per salvare il regime tedesco orientale allo sbando, permise di fatto l’abbattimento del muro: Michail Gorbaciov. Un muro ricostruito, ieri, per un giorno, con blocchi di polistirolo. Lo ha fatto cadere, di nuovo Lech Walesa, uno degli altri grandi protagonisti di allora, ex presidente polacco, già leader del sindacato Solidarnosc. Fu dalla Polonia di Walesa che partì la prima spallata alla cortina di ferro.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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