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Afghanistan, cresce il dissenso in Gran Bretagna

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Afghanistan, cresce il dissenso in Gran Bretagna

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Giorno della memoria per le truppe britanniche in Afghanistan. L’occasione per onorare, insieme all’armistizio del ’18, i morti di tutte le battaglie e di tutti i popoli.

Ma, dopo gli ultimi caduti, nell’opinione pubblica britannica cresce il malcontento verso il governo, accusato di portare avanti un intervento difficile e sanguinoso. E soprattutto di farlo in maniera inadeguata. Gordon Brown si è scusato con la madre di un soldato morto, per una lettera di condoglianze scritta con troppa fretta e superficialità, piena di errori persino sul nome. Ma, ribatte la madre, suo figlio non sarebbe morto se le truppe avessero ricevuto i giusti rinforzi. Brown ha inviato la scorsa settimana un ultimatum al governo afgano: o chiude definitivamente con la corruzione o le truppe britanniche se ne andranno. “Non sono disposto a mettere a repentaglio la vita di uomini e donne britannici”, ha dichiarato il primo ministro, “per un governo che non fa nulla contro questo problema”. Situazione delicata, che non lascia spazio ad altri errori. Gli stessi leader della Nato auspicano un necessario cambiamento di strategia: piú sicurezza per le truppe, da spostare fuori dalle zone troppo a rischio verso le città, a protezione dei civili. Ma i britannici temono altri funerali se non si decide in fretta se restare o meno in Afghanistan e quanto ancora investire nel conflitto. Decisioni difficili da prendere, prima che Barak Obama dica la sua in materia.