ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Un americano a Berlino, il giornalista Marc Fisher ricorda la caduta del Muro

Lettura in corso:

Un americano a Berlino, il giornalista Marc Fisher ricorda la caduta del Muro

Dimensioni di testo Aa Aa

Federica Bonacini – euronews:

– Gli eventi del 9 novembre 1989 hanno segnato la fine della guerra fredda e hanno avuto un grande impatto sulla società americana. Marc Fisher a quel tempo era un giovane reporter del Washington Post e fu inviato a Berlino per raccontare i fatti. Mr. Fisher, grazie per essere con noi su euronews per parlare di quegli eventi. Lei era un giovane testimone, un giovane reporter. Ci racconta che cosa provò quella notte quando vide e prese coscienza di quello che stava accadendo. Marc Fisher: “Avevo appena iniziato a lavorare nella redazione centrale del Washington Post e frequentavo un corso di lingua in un piccolo villaggio nelle Germania dell’Est, il giorno prima della caduta del Muro. Ero fuori a pranzo con mia moglie alloggiavamo a casa di una coppia di anziani, quando rientrammo il proprietario ci stava aspettando e in un tedesco elementare disse “Il Muro è caduto, ha chiamato Washington, devi lavorare”. Così percorsi la strada dal piccolo villaggio a Berlino per vedere l’impatto immediato della caduta del Muro. Provai emozioni straordinarie, ogni singola ora è rimasta impressa nella mia mente per 20 anni”. Federica Bonacini – euronews: – Ci racconta quali furono le reazioni negli Stati Uniti, non solo al Washington Post, ma in generale nella società americana. Marc Fisher: “Credo che si sia trattato di un momento molto emozionante per molti americani, di tutte le età, ma in particolare per quelle generazioni cresciute durante la Guerra Fredda, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale durante l’intero periodo di grandi tensioni, di rischio nucleare, degli anni Sessanta e Settanta. Per queste generazioni, svegliarsi una mattina e vedere che queste persone – che erano sempre state descritte come tenute in schiavitù, imprigionate dietro la Cortina di Ferro – avevano il coraggio e il potere di sollevarsi e lottare contro uno Stato oppressore ha rappresentato l’esaudirsi delle speranze e dei sogni di un gran numero di americani”. Federica Bonacini – euronews: – Dalla caduta del Muro di Berlino alla Germania che venne più tardi riunificata, quale era il suo punto di vista Marc Fisher: “Essendo stato in giro per la Germania percepii quello che accadde nel processo di riunificazione in maniera molto diversa da quella descritta dal governo statunitense e da alcuni governi europei. Questi ebbero la tendenza a vederla come una storia politica e diplomatica, come il successo di nazioni che sedevano unite al tavolo della diplomazia. Ma andando in giro, da una città all’altra e vedendo le pressioni su entrambi i governi delle Germania dell’est e dell’ovest, in realtà la scena fu diversa. Era chiaro da questa prospettiva che si trattava di una rivoluzione dal basso verso l’alto e non il contrario come riportano alcuni libri di storia”. Federica Bonacini – euronews: – Qual è la percezione oggi, 20 anni dopo Marc Fisher: “Sfortunatamente penso che questi eventi stiano iniziando a scomparire dalla memoria collettiva degli americani. Questo è in parte dovuto alla comparsa di internet e al declino della stampa tradizionale. C‘è semplicemente meno coscienza dei fatti internazionali rispetto a venti anni fa. Generalmente molti americani non sono informati sulle questioni internazionali. La storia del Muro di Berlino e la fine del comunismo sono spesso qualcosa che i giovani imparano dai libri di scuola, per non averne avuto un’esperienza diretta. Eppure sembrano molto interessati e curiosi, perché c‘è un legame emotivo tra la caduta del muro e la storia della nostra Nazione”.