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Brent Scowcroft: "I muri impediscono la comunicazione e la comunicazione è l'unico modo per risolvere i problemi, i problemi non si risolvono con i muri"

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Brent Scowcroft: "I muri impediscono la comunicazione e la comunicazione è l'unico modo per risolvere i problemi, i problemi non si risolvono con i muri"

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Brent Scowcroft è una delle figure di primo piano della politca americana: quando cadde il Muro di Berlino era alla Casa Bianca come capo della Sicurezza Nazionale. Anche se vicino alla famiglia Bush, si schierò contro la seconda guerra in Iraq. È stato consigliere del presidente Barak Obama nella scelta dei componenti del consiglio per la sicurezza nazionale. Euronews lo ha intervistato

Anna Bressanin – Euronews – Come prese la notizia della caduta del muro? Brent Scowcroft “C’erano notizie molto confuse. Stava crollando o no? C’erano delle voci che si rincorrevano, si trattava o no di Berlino? Nel pieno della confusione una addetta stampa, Marlin Fitzwater, arrivò e disse al presidente: “dobbiamo parlare di questo con la stampa”. E io dissi: “non sappiamo cosa sta succedendo, come possiamo parlare con la stampa?” Un giornalista disse: “signor presidente non la vedo molto esultante, pensavo che avrebbe saltato di gioia! E lui rispose: “non sono un tipo euforico”. Quello che stava cercando di esprimere fu: primo, l’incertezza di quello che stava succedendo, secondo l’importanza di non apparire euforici. Perchè all’epoca eravamo molto preoccupati dalla reazione del presidente Gorbachev; temevamo potesse correre grandi rischi da parte dell’ala dura del Cremlino, che avrebbe potuto pensare che stava liquidando l’Unione Sovietica”. Anna Bressanin – Euronews – In che modo, gli stati Uniti hanno contribuito alla caduta del Muro? Brent Scowcroft “Penso che abbiamo contribuito alla caduta del Muro rimanendo fermi difronte all’Unione Sovietica. Quando il presidente Bush arrivò nel suo ufficio, c’erano molte persone che dissero: bene, la guerra fredda è già finita. Non ci sono dubbi che le parole di Gorbachev furono molto diverse, molto promettenti e incoraggianti. Ma la Guerra Fredda era la divisione dell’Europa, e in Europa c’erano ancora le truppe sovietiche. Così abbiamo fissato il nostro obiettivo: allontanare le truppe sovietiche dall’Europa. Ci riuscimmo e li faccemmo uscire dalla Germania dell’Est”. Anna Bressanin – Euronews – In che modo è cambiato il mondo dopo il 1989? Brent Scowcroft “Non c‘è più la minaccia di un conflitto nucleare, sulle nostre teste, in questo senso, è cambiato radicalmente. Da un altro punto di vista: non esiste più il problema della divisione del mondo in due blocchi. I nostri problemi sono più piccoli, ma più diffusi. E’ un mondo molto diverso. Anna Bressanin – Euronews – Dopo la caduta del Muro, gli Stati Uniti rimasero l’unica superpotenza. Vent’anni dopo, combattono in Iraq e in Afghanistan. Questo rappresenta una minaccia per la leadership degli Stati Uniti nel mondo? Brent Scowcroft “La globalizzazione ha eroso il potere dello stato nazione. Molti problemi del mondo oggi possono essere gestiti con la cooperazione tra i paesi. Non credo che la leadership degli Sati Uniti sia come ha creduto qualcuno negli Stati Uniti negli utlim anni, cioè “noi andiamo, e la gente ci segue”. Questo non funziona più”. Anna Bressanin – Euronews – Lei era contrario alla seconda guerra in Iraq. Dal suo punto di vista, quale dovrebbe essere la strategia oggi in Afghanistan? Brent Scowcroft “L’Afghanistan è un problema molto complesso. Se oggi non fossimo in Afghanistan certamente penso che non ci andremmo. Ma ora ci siamo e siccome siamo lì, abbiamo creato delle situazioni, questo significa: che non possiamo dire semplicemente “non funziona, giriamo e torniamo indietro”. Perchè è una regione molto instabile”. Credo che oggi abbiamo una strategia adatta a una tattica anti-insurrezione, più utile di una strategia anti-terrorismo. Anna Bressanin – Euronews – Qual è la differenza principale tra antiterrotismo e antinsurrezione? Brent Scowcroft “Le faccio un esempio. Nell’ambito della strategia anti terrorismo se si incontra da qualche parte un leader talebano, lo si attaccherà. Se in questo attacco si uccidono civili, è una tragedia, ma comunque un dramma collaterale. Se la sua strategia è antinsurrezione e si incontra lo stesso personaggio, non si attaccherà perchè il danno causato dalla morte di civili sarebbe ben più grande del vantaggio della cattura dell’uomo. Questa è la differenza”. Anna Bressanin – Euronews – Quali furono i principali errori commessi dalla Casa Bianca dopo la caduta del Muro di Berlino in politica estera? Brent Scowcroft “Uno dei peggiori errori fu l’euforia per la caduta del Muro e la fine della Guerra Fredda, abbiamo dimenticato che questo per il popolo russo fu un’umiliazione nazionale. Fu un dramma psicologico. In questo periodo ci dimenticammo di questo, non prestammo abbastanza attenzione. Così facemmo cose che portarono ad aumentare il senso di umiliazione, credo che Putin, quando è stato presidente, abbia espresso bene questa idea. Gli ho sentito dire: “quando eravamo a terra ci avete calpestati, avete spinto i confini della Nato contro la Russia, avete denunciato il Trattao ABM (anti missili balistici) ora che siamo di nuovo forti, non lo subiremo più. Penso che tutti questi atteggiamenti abbiano creato delle difficoltà alla cooperazione con la Russia, nei termini in cui la cooperazione per noi è importante, per l’Iran, il terrorismo, per molte cose. Penso che sia uno dei più grandi errori che abbiamo fatto. Il secondo fu che avendo avuto il più grande potere nella storia del mondo dopo l’Impero romano, abbiamo pensato che con questo avremmo potuto fare tutto e che non avevamo bisogno di aiuto. Penso che questo sia stato un altro errore”. Anna Bressanin – Euronews – Ci sono altri muri oggi che stanno per cadere? Brent Scowcroft Non penso che ci sia qualcosa di così simbolico come la caduta del muro per la guerra fredda, era un simbolo fisico di una divisione netta tra due visioni del mondo. Anna Bressanin – Euronews – Ci sono ancora dei muri nel mondo. Penso al muro in Israele. Brent Scowcroft “Talvolta i muri aiutano a prevenire le guerre perchè frenano le persone che odiano chi è dall’altra parte. Ma in generale, i muri impediscono la comunicazione e la comunicazione è l’unico modo per risolvere i problemi che non si risolvono con i muri.