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Berlino: un museo per sedare la "Ostalgie"

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Berlino: un museo per sedare la "Ostalgie"

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Più passa il tempo, più cresce la “Ostalgie”, la nostalgia della DDR. A vent’anni dalla caduta del Muro, simboli e icone della Repubblica Democratica Tedesca sono oggi raccolti in un museo di Berlino.

Reginetta indiscussa è la celebre Trabant, equivalente tedesco-orientale della Bianchina italiana. Tra i tanti prodotti in mostra, non mancano però addirittura profumi, cosmetici e detersivi. “Credo sia un fenomeno piuttosto strano – dice una visitatrice -. Posso però capire le persone cresciute da piccole con queste cose, a cui il mondo è crollato addosso dopo il 1989”. Le fa eco un’altra cittadina, cresciuta nell’Est: “Certo è molto nostalgico e risveglia tanti ricordi, che la gente si porta con sé dall’infanzia. Ma è bellissimo rivedere tutte queste cose insieme”. Simboli che resistono anche al di fuori del museo, disegnando ancora oggi l’architettura di Berlino. L’Orologio del mondo di Alexanderplatz, le iscrizioni che ricordano il passaggio tra i diversi settori della città, ma soprattutto l’“Ampelmann”: l’omino dei semafori pedonali di Berlino Est, che un’acclamazione popolare ha salvato dall’estinzione e portato a colonizzare anche gli incroci della parte occidentale della città. “E’ certo una storia politica – racconta un altro cittadino tedesco -, quella del dell’omino del semaforo dell’Est, che si impone sul gigante dell’Ovest. Un po’ come Davide contro Golia, alla fine è riuscito a spuntarla”. “Luce verde” insomma per l’Ampelmann: sull’onda della “Ostalgie” è oggi diventato addirittura un marchio e una catena di negozi.