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Il G20 accoglie con freddezza la tassa sulle banche proposta da Brown

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Il G20 accoglie con freddezza la tassa sulle banche proposta da Brown

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Tutto secondo le attese, al vertice finanziario del G20 di Sait Andrew, in Scozia. Il solo punto che ha trovato tutti d’accordo è quello relativo al modo di affrontare la crisi: troppo esili i segni di ripresa, troppo presto per sospendere gli aiuti pubblici.

Sulle altre questioni, invece, marcate le differenze. Come sulla proposta del premier britannico Brown di tassare le transazioni finanziarie. Il Direttore del Fondo Monetario Internazionale: “Sono grato a Brown per la sua proposta, e entro la primavera ne parleremo meglio. Mi pare di difficile attuazione dal punto di vista tecnico, ma assolutamente legittima. Come legittimi erano i punti di vista di molti capi di stato al vertice di Pittsbourg, che due mesi fa dicevano di non voler andare verso un sistema finanziario rischioso dove pochi possono assumere altissimi rischi che se va male verranno pagati da tutti i contribuenti, anche da lei e da me”. Altra materia accantonata, quella del finanziamento delle azioni contro il riscaldamento globale, sulla quale pure si nutrivano aspettative alla vigilia. Anche qui, troppe le differenze, specialmente su chi, tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, debba pagare i costi. Il ministro tedesco dell’economia, Schaeuble, dice che i paesi ricchi sono pronti a pagare la parte più consistente, ma che i paesi poveri debbono comunque trovare il modo di pagare la loro parte. Come al solito non sono mancate le manifestazioni dei no global. Stavolta le proteste hanno preso una piega creativa, coi giovani dimostranti vestiti da manager a nascondere la testa sotto la sabbia.