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Un lungo striscione che recita "Libertà per i nostri pescatori"

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Un lungo striscione che recita "Libertà per i nostri pescatori"

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Un lungo striscione che recita “Libertà per i nostri pescatori”: sotto una pioggia battente migliaia di persone hanno manifestato sabato nel porto di Bermeo. Da questa località dei Paesi Baschi proviene la maggior parte dell’equipaggio dell’Alakrana, la tonnara sequestrata il 2 ottobre scorso da pirati somali.

Altre manifestazioni sono state annunciate in queste ore. “Abbiamo bisogno che tutti siano uniti”, dice la moglie di un pescatore, “Che i politici trovino un accordo senza scontri inutili e che si mobilitino per farli rientrare immediatamente a casa” Le famiglie temono che i sequestratori diano seguito alla minaccia di uccidere alcuni dei 36 membri dell’equipaggio dell’Alakrana, se il governo spagnolo continuerà nel suo rifiuto a negoziare la liberazione dei due pirati somali detenuti a Madrid. “Bisogna perserverare nella via diplomatica, perché questo è il miglior modo per trovare una soluzione”. Nel ribadire la linea di governo, il ministro degli Affari Esteri spagnolo Moratinos non ha tuttavia escluso la possibilità dell’estradizione dei pirati somali in un paese africano, forse il Kenya, come già proposto dal capo del governo autonomo basco Lopez. “Io spero che facciano cio’ che devono. Ma in ogni caso credo che per l’equipaggio le cose andranno comunque a finir male. Anche se rientreranno resteranno molto traumatizzati” A parlare è il fratello di uno dei pescatori sequestrati. Anche lui lavorava sull’Alakrana. Sarebbe dovuto partire a metà ottobre, due settimane dopo il sequestro.