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Un bilancio deludente, cinque anni dopo la prima elezione cosa aspettarsi da Karzai?

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Un bilancio deludente, cinque anni dopo la prima elezione cosa aspettarsi da Karzai?

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“Continueremo a cercare di fare il nostro meglio per affrontare le questioni che abbiamo davanti in Afghanistan e per assicurare che la volontà degli afghani diventi realtà attraverso un governo efficace e ineccepibile. Il mio governo sarà quello di tutti gli afghani e tutti quelli che vogliono lavorare con me sono i benvenuti”.

Cinque anni fa Hamid Karzai aveva fatto le stesse promesse. Questa volta le ripete, ma con una legittimità seriamente intaccata a causa di un bilancio deludente e un processo elettorale che assomiglia a una farsa piuttosto che a un vero esercizio di democrazia. Nel 2001, dopo aver scacciato i taleban dall’Afghanistan, la comunità internazionale prende in mano il futuro politico del Paese attraverso gli accordi di Bonn e istituisce un’autorità ad interim. Hamid Karzai, una gioventù in gran parte vissuta negli Stati Uniti, ex combattente contro i soldati sovietici, prima “pro” poi anti-taleban, è scelto per guidare il Paese. Nei primi anni faticherà per tenere sotto controllo le rivalità etniche che lacerano il Paese e i signori della guerra che se lo contendono. Nel 2004 riesce a far approvare dalla loya Jirga, l’assemblea dei capi tribali, una nuova costituzione che apre la strada alle prime elezioni libere. Una repubblica di orientamento islamico, dal potere esecutivo forte, dotata di un parlamento formato da due camere che esercita solo il potere legislativo e può destituire il governo. Istituzioni di cui Karzai diventa ufficialmente garante nel dicembre del 2004, quando è eletto presidente al primo turno. Ma dopo tutto è degenerato. Le condizioni di vita, la sicurezza. Karzai non ha base in gran parte del Paese, è isolato nel suo palazzo, superprotetto, mentre le tensioni si sono esacerbate. L’esecutivo è eroso dalla corruzione e il parlamento dall’assenteismo dei suoi membri, la povertà dell’agenda ne riflette la debolezza. Allora, cosa aspettarsi adesso da Karzai?