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Strage in base Usa in Texas, un soldato uccide 13 compagni

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Strage in base Usa in Texas, un soldato uccide 13 compagni

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Un medico specializzato in traumi post-guerra fa strage nella più grande base statunitense, in Texas. Tredici i soldati uccisi, 30 i feriti. Ieri nel Soldier Readiness Center di Fort Hood, dove i militari si sottopongono ai controlli prima di partire in missione, il maggiore Nidal Malik Hasan ha aperto il fuoco con due armi tra cui una semi-automatica.

Nella base i soldati devono girare disarmati a differenza di polizia militare e guardie. “C‘è un’inchiesta in corso”, dice il comandante della base Bob Cone, “ma i primi rapporti indicano che a sparare è stato un solo uomo, che è stato colpito diverse volte, ma non è stato ucciso come era stato detto in precedenza. Adesso è sotto custodia e in condizioni stabili”. Cone non ha escluso l’ipotesi di un atto terroristico. I soldati sono riusciti ad evitare una strage ancora più vasta, bloccando l’accesso all’auditorium dove seicento persone stavano assistendo alla cerimonia di fine corso. Trentanove anni Hasan, statunitense di origini palestinesi, indossava la divisa da vent’anni. Psichiatra aveva lavorato in un ospedale di Washington specializzato nelle cure ai soldati feriti. Poi il trasferimento a Fort Hood e la notizia della sua partenza per l’Iraq, un incubo per lui che aveva deciso di lasciare l’esercito. La base di Fort Hood, il più importante centro di addestramento militare negli Stati Uniti, ospita più di 65mila persone.