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Strage di Fort Hood, Usa sotto choc

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Strage di Fort Hood, Usa sotto choc

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E’ forte lo stato di choc negli Stati Uniti, il giorno dopo la strage di 12 soldati e un civile e il ferimento di altre 30 persone nella base dell’Esercito di Fort Hood, in Texas. L’ufficiale medico che ha sparato si trova ora ricoverato in ospedale. E’ incosciente, ma le sue condizioni sono stabili. Mistero sul movente della strage.

Secondo alcune testimonianze Nidal Malik Hasan, 39 anni, americano d’origine palestinese, avrebbe gridato “Allah è grande” nel momento in cui ha iniziato a sparare all’impazzata sulla gente. “Posso solo dire che non ha mai provocato problemi nel suo lavoro qui nel centro medico” dice il portavoce della base. Alla domanda di un giornalista: “Davvero nessun problema?” la risposta è stata: “Non qui”. La famiglia dell’assalitore è incredula. Secondo il cugino, Nidal Malik Hasan stava per essere inviato in missione in Iraq e si stava opponendo con vigore al trasferimento, tanto da assumere un avvocato. La tragedia ha fatto scattare i meccanismi della solidarietà. In un ospedale vicino, si fa la fila per donare sangue ai feriti. “Sono sotto choc, non mi rendo ancora conto – dice un sergente -. Non posso credere che una cosa del genere possa accadere proprio quando siamo tornati a casa. Cose del genere non dovrebbero succedere”. La base di Fort Hood impiega attualmente 35 mila persone.