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Pace, salute e sicurezza, sfide imprescindibili per il futuro dell'Afghanistan

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Pace, salute e sicurezza, sfide imprescindibili per il futuro dell'Afghanistan

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In Pakistan sono un milione e 700mila i rifugiati afghani. Il 45 per cento ha diritto di voto in Afghanistan secondo l’Alto Commissiariato Onu per i rifugiati.

Il diritto al ritorno non ha senso quando non c‘è sicurezza. E’ così che tre milioni di afghani sono ancora all’estero. Dal 2001 cinque milioni sono rientrati nel Paese, ma la violenza ora è ai livelli più alti dalla caduta del regime dei taleban. Un terzo dell’Afghanistan è considerato zona ad alto e estremo rischio. Il numero dei civili morti nel primo semestre dell’anno supera il migliaio. Il diritto all’istruzione dipende totalmente dalla sicurezza, come a Geresk, nella provincia di Helmand, dove i marines sono dispiegati nel cortile per impedire ai taleban di attaccare la scuola. I settori dell’istruzione e della salute hanno comunque segnato progressi: tra il personale sanitario sono stati formati altri diecimila lavoratori, la mortalità infantile è scesa del 25 per cento e 4 milioni e 200mila bambini hanno ripreso la scuola. Ma la speranza di vita di un afghano resta di 44 anni, la mortalità infantile è elevata (235 bambini su mille, per fare un paragone in Francia è di poco più di 3 bambini su mille) e le bambine rappresentano solo il 35 per cento degli alunni.