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Opel: lavoratori europei sul piede di guerra

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Opel: lavoratori europei sul piede di guerra

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I dipendenti europei di Opel sul piede di guerra. Monta la protesta contro il dietrofront di General Motors sulla vendita a Magna. I 10.000 tagli alla controllata tedesca annunciati da Detroit destano allarme fra i lavoratori. Dopo le manifestazioni in Germania, la contestazione rischia di spostarsi in altri paesi.

Rabbia e delusione anche in Polonia, in Spagna e nello stabilimento belga di Anversa. Il ministro presidente del governo fiammingo Kris Peeters invoca una soluzione europea: “Lo abbiamo chiesto e richiesto, una seconda e una terza volta: la Germania, la Spagna e il nostro paese non vengano lasciati soli. La Commissione Europea prenda in mano la situazione e coordini le trattative con General Motors”. Giudicato “inaccettabile” da Berlino, il voltafaccia del colosso di Detroit ha provocato anche la dura reazione di Mosca. Putin ha parlato di “atteggiamento sprezzante” e promesso che ne terrà conto per il futuro.