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Opel: lavoratori europei divisi sul dietrofront di GM

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Opel: lavoratori europei divisi sul dietrofront di GM

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Discordanti le reazioni dei dipendenti europei di Opel al dietrofront della General Motors sulla vendita a Magna. Lo stabilimento belga di Anversa era già a rischio chiusura negli ultimi mesi. Tra i 2000 addetti alla produzione del modello Astra, oggi predominano soprattutto incertezza e paura.

“General Motors aveva annunciato da mesi che avrebbe chiuso degli impianti in Europa – il commento di un lavoratore -. Adesso il principale interrogativo riguarda il nostro futuro e quello dei nostri colleghi europei”.

7200 i dipendenti che nello stabilimento spagnolo di Saragozza attendono le prossime mosse di General Motors. A fissare i paletti della trattativa è intanto il Ministro dell’Industria Miguel Sebastiàn:“L’accordo raggiunto con Magna è il minimo che possiamo accettare – ha detto -. A partire da quello si può continuare a discutere, ma sotto non scenderemo”.C‘è attesa anche nei due impianti del Regno Unito, che producono col marchio Vauxhall. In attesa dei dettagli sul piano di ristrutturazione, il dietrofront di General Motors viene però accolto con favore dai sindacati: “Noi non volevamo lasciare GM – ha commentato dallo Unite, John Featherstone -. Per Ellesmere e Luton speriamo ora in qualcosa di buono” . Per tutti resta però aperto l’interrogativo su come General Motors finanzierà il rilancio di Opel e soprattutto come distribuirà i massicci tagli annunciati.