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Il rapporto Goldstone su Gaza al voto dell'assemblea generale dell'Onu

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Il rapporto Goldstone su Gaza al voto dell'assemblea generale dell'Onu

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Porre fine all’impunità di Israele, respingere un testo concepito nell’odio. Tra queste due visioni la risoluzione sul rapporto Goldstone sulla guerra di Gaza viene votata oggi dall’Assemblea generale dell’Onu.

I Paesi arabi e quelli non allineati hanno esortato a sostenere il testo che chiede a Israele e ai palestinesi di indagare sulle violazioni del diritto internazionale commesse durante il conflitto dello scorso inverno che fece 1400 morti. “Nonostante gli sforzi la comunità internazionale, incluse le Nazioni Unite non è riuscita ad attuare le sue risoluzioni”, afferma Ryad Mansour, osservatore permanente della Palestina all’Onu, “favorendo in questo modo una cultura dell’impunità che ha permesso ad Israele di continuare a compiere crimini contro la popolazione palestinese”. E’ probabile che la maggior parte dei Paesi sostenga la risoluzione, non vincolante, gli europei dovrebbero astenersi, gli Stati Uniti respingerla. Israele teme che i suoi capi militari e dirigenti politici possano essere condannati in futuro dal tribunale dell’Aja. “Il rapporto Goldstone e questo dibattito non promuovono la pace”, sostiene Gabriela Shalev, ambasciatrice israeliana all’Onu. “Minano gli sforzi per ridare forza ai negoziati nella regione, negano il diritto di Israele all’autodifesa”. Il rapporto del giurista Richard Goldstone accusa Israele e i militanti palestinesi di crimini di guerra e probabili crimini contro l’umanità. La risoluzione dell’assemblea chiede anche che il rapporto sia trasmesso al consiglio di sicurezza dell’Onu dove però potrebbe essere bloccato dal veto di Stati Uniti, Russia e Cina. Israele ha scatenato l’offensiva piombo fuso in risposta al lancio di razzi sul suo territorio da parte di militanti palestinesi.