ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Walter Momper: "Si puo' cambiare il mondo, si possono fare le rivoluzioni con le candele in mano"

Lettura in corso:

Walter Momper: "Si puo' cambiare il mondo, si possono fare le rivoluzioni con le candele in mano"

Dimensioni di testo Aa Aa

Sindaco di Berlino Ovest dal 1989 al ’90, poi della città riunificata fino al ’91, Walter Momper è una delle figure chiave nelle vicende che portarono alla caduta del Muro. Nell’autunno ’89, la sua amministrazione si stava preparando all’arrivo di mezzo milione di tedeschi, provenienti dall’altra parte della città. Ma la notte del 9 novembre gli eventi subirono un’accelerazione vertiginosa: un funzionario del governo della Germania Est, Schabowsky, annuncio’ che le porte del Muro si sarebbero aperte, immediatamente.

(Euronews) Walter Momper, Lei ha contribuito alla caduta del Muro di Berlino? Facciamo finta che Lei sia finito all’inferno a causa di un errore. Ci sono due tizi seduti ad un lungo tavolo, uno di loro ha i baffi e il suo nome di battesimo è Adolf, l’altro pure ha i baffi e il suo nome è Iosif Wissarjonowich… Stalin, per capirci. I due la trovano colpevole. Cosa risponderebbe loro? “Beh, non sono colpevole, al contrario: sono stato di aiuto nel preparare la strada all’apertura del Muro e con questo ho dato un piccolo contributo alla riunificazione della Germania, di Berlino e dell’Europa. Non c‘è nulla, dunque, di cui essere colpevoli. Al contrario, i Tedeschi sono ancora contenti di quello che è successo e io ne sono orgoglioso. Non c‘è motivo di dare giustificazioni”. (Euronews) Quel 9 novembre comincio’ come ogni altro giorno? “Era cominciato come un giorno normale. Ma bisogna dire che tutti quei giorni, nella seconda parte del 1989, portavano molti cambiamenti, per prima cosa nella Germania Est: il movimento per i diritti civili, il movimento di liberazione. Tutte queste cose stavano prendendo piede. La situazione divenne drammatica a causa del crescente numero di persone che scappavano dalla Germania Est, attraverso l’Ungheria e Budapest. Sentivamo che stava per succedere qualcosa. Ci aspettavamo una breccia nel Muro, perche’ tutta quella gente non avrebbe piu’ accettato di passare per Praga o Budapest. Perche’ non attraverso la nostra frontiera?” (Euronews) Quando e dove ha sentito Schabowsky annunciare, in una conferenza stampa, che ormai si poteva attraversare il Muro? “Stavo nella sede di una casa editrice per una cerimonia di premiazione, quando il mio autista mi disse di tornare urgentemente nella sede del governo municipale e regionale. Poi il caporedattore di un giornale di Berlino disse che aveva una cassetta video di quell’intera conferenza stampa, che durava un paio d’ore. Alla fine della conferenza, Schabowsky lesse da un foglio le nuove regole in materia di circolazione delle persone. Vidi il video e dissi che era cio’ che Schabowsky ci aveva già detto in una riunuione del 29 ottobre. Poi annuncio’ che il governo dell’Est intendeva dare alla gente libertà di viaggio. Ero consapevole che dovevamo velocizzare le cose per impedire una possibile smentita di tutto questo. Avrebbero potuto dire dopo mezz’ora che si erano sbagliati, o che Schabowsky aveva letto dal foglio sbagliato, o qualcosa di questo tipo”. (Euronews) Come sindaco di Berlino, come ha reagito in quei momenti? “Andai alla televisione Berlino Libera, la stazione televisiva della nostra città, dove stavano andando in onda le notizie della sera. A quell’epoca non esistevano tv private, il 75% dei residenti di est e ovest guardava questo notiziario. E in quel telegiornale della sera diedi un’interpretazione, dissi semplicemente: ‘Questo è il giorno che aspettavamo da 28 anni, questo è un giorno storico! Siamo felici e gli abitanti di Berlino e della Repubblica Democratica Tedesca possono venire qui a trovarci! E per favore ricordate che se potete venire ora, potete farlo anche tra quattro giorni o tra quattro settimane’. E in questo stesso programma dissi anche: ‘A proposito di tutti quelli che verranno: siamo felici che state venendo, siete i benvenuti, ma per favore lasciate le vostre auto a casa, usate il treno e la metropolitana’”. (Euronews) E lo fecero davvero? “Si’, la maggior parte. Non tutti. Fu come un diluvio, una marea umana, la sera e il giorno seguente; molti usarono le loro auto. A causa di quel telegiornale visto da cosi’ tanta gente, i cittadini andarono verso il Muro, intorno alle 8 di sera. Li’ cominciarono a discutere con le guardie, dicendo loro che Schabowsky aveva detto che si poteva passare e che volevano farlo immediatamente. Le guardie, in risposta, chiesero i visti, in caso contrario il permesso era negato. Ma la gente insisteva, affermando che anche Momper aveva detto che si poteva passare, come a dire un politico occidentale ancora piu’ credibile. Nel corso di quella sera sempre piu’ gente si riuni’, fino alle 23. In breve, dopo quell’ora la pressione di circa 3-4 mila persone radunate nel passaggio di Bornholmer Strasse fu talmente forte che la frontiera fu aperta”. (Euronews) Lei comprese la portata di quella decisione? Era consapevole che la caduta del Muro sarebbe stata la fine di quello Stato ingiusto chiamato Repubblica Democratica Tedesca? “Come le cose si sarebbero sviluppate nel tempo, con o senza la riunificazione, non potevamo saperlo. Ma era ovvio che si trattava della fine, per usare le sue parole, di quello Stato ingiusto. La Germania Est era come una prigione, nessuno poteva uscire: chi ci provava veniva ucciso o era riportato indietro. Tutto questo finiva ed era ovvio che il movimento per i diritti civili e quello per la libertà non avevano piu’ ostacoli davanti a se’. La Repubblica Democratica perse il suo carattere repressivo. Ma in quel momento non potevamo prevedere come le cose si sarebbero evolute. Questo accadde dopo meno di un anno dalla riunificazione”. (Euronews) Oggi la caduta del Muro è un simbolo della fine delle dittature comuniste del centro e dell’est Europa, e anche un simbolo della fine di un’Europa divisa. Come considera questi eventi? “E’ magnifico che abbiamo ottenuto di nuovo l’unità dell’Europa, che la dominazione comunista e sovietica sia finita e che la Russia sia ora, piu’ o meno, un paese democratico. E’ ovvio che le nazioni dell’Europa centrale e dell’est, che soffrirono molto sotto l’occupazione sovietica, hanno ricominciato a vivere: repubbliche baltiche, Ungheria, Polonia, i cechi e gli slovacchi. E’ un ottimo sviluppo che un Europa libera sia rinata e che la sua parte piu’ grande si è unita alla Nato e all’Unione Europea. Sono davvero contento di questo”. (Euronews) Un rovesciamento traumatico o una rivoluzione pacifica? “E’ incredibile per la Germania che, in primo luogo, la rivoluzione abbia avuto successo e, in secondo luogo, sia stata cosi’ pacifica. E’ molto raro. Grandi cambiamenti sociali, anche in altri paesi, sono spesso legati a spargimenti di sangue o a violenza: ma in questo caso, per fortuna, nulla di tutto questo è accaduto. Direi che noi, i Tedeschi, siamo una nazione fortunata, perche’ abbiamo raggiunto l’unità e la libertà per la parte est in modo pacifico”. (Euronews) Qual è il messaggio di quei giorni? “Il messaggio è stato pronunciato da uno dei piu’ alti funzionari della Germania Est. Credo fosse Sindermann: disse che si aspettavano dei manifestanti armati e non, come poi fu, manifestanti con delle candele. E questo è il messaggio: se si rimane uniti in modo pacifico, è possibile cambiare il mondo e fare rivoluzioni con le candele”.

Il Muro di Berlino: it.euronews.net/1989-2009