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Iran, la polizia respinge con la violenza la protesta dell'opposizione

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Iran, la polizia respinge con la violenza la protesta dell'opposizione

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L’opposizione iraniana si solleva di nuovo contro Ahmadinejad, gli Stati Uniti sperano che le violenze non prendano dimensioni maggiori. Nel trentesimo anniversario dell’assalto all’ambasciata statunitense di Teheran.

C’era anche Medhi Karrubi, leader dell’opposizione assieme a Mirossein Mussavi, tra le migliaia di persone scese in strada nella capitale in risposta ad appelli via internet. La polizia ha respinto i manifestanti con la forza, come avevano minacciato i guardiani della rivoluzione e la milizia islamica dei Bassiji. Gas lacrimogeni, manganelli e secondo un sito dei riformisti anche armi da fuoco. Diverse persone sono rimaste ferite, altre sono state arrestate. L’ayatollah Ali Khamenei, la settimana scorsa aveva bollato come crimine continuare a contestare la rielezione di Ahmadinejad. L’opposizione denuncia infatti brogli. Gli oppositori hanno tentato di raggiungere la piazza Haft-e-Tir dove, davanti all’ex ambasciata statunitense, i manifestanti filogovernativi hanno celebrato l’anniversario dell’assedio della sede diplomatica, compiuto nel 1979, scandendo slogan come “morte a Israele e agli Stati Uniti”. Barack Obama ha esortato l’Iran a scegliere di aprire le porte al dialogo. Da giugno il Paese è piombato nella più grave crisi politica, con decine di morti e migliaia di arresti di oppositori.