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Crocefisso, scoppia la polemica dopo la sentenza di Strasburgo

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Crocefisso, scoppia la polemica dopo la sentenza di Strasburgo

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Dissenso trasversale nel parlamento italiano difronte alla sentenza della Corte Europea sui crocefissi nelle aule. Dalle reazioni indignate del governo, alla decisione definita “aberrante” da Rocco Buttiglione dell’Udc, si va alla cautela di Bersani che reputa inoffensivo il simbolo religioso. Un giudizio condiviso da alcuni cittadini:

“Non credo sia una cosa negativa (il crocefisso, ndr) anche se io non sono credente. Ma siamo in un Paese cattolico, cristiano” dice una giovane. “Negare il diritto di appenderlo è ingiusto. Ma anche obbligare la gente a toglierlo è ingiusto” commenta un ragazzo. La presenza dei crocefissi nelle aule viola il diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni. Questa la sentenza di Strasburgo che infiamma il dibattito e contro cui il governo presenta ricorso: “E’ una sentenza che ci colpisce molto negativamente. Negare il crocifisso è negare le radici cristiane dell’Europa e dell’Italia” ha detto Andrea Ronchi, Ministro delle Politiche Europee. Il Vaticano che considera miope e ideologica la posizione della Corte, che ha dato ragione a una cittadina italiana di origine finlandese socia dell’Unione atei e agnostici razionalisti.