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I punti fondamentali del Trattato di Lisbona

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I punti fondamentali del Trattato di Lisbona

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Il Trattato di Lisbona ammoderna l’architettura europea e permette a un’Unione allargata a 27 di funzionare in modo più sciolto.

Rimossi gli ostacoli alla sua entrata in vigore, ecco cosa cambia per l’Unione. Il trattato introduce la figura del presidente, che durerà in carica 2 anni e mezzo, mandato rinnovabile una sola volta. Ci sarà anche nuovo ministro degli Esteri che sarà alla guida della diplomazia comunitaria e nei consessi internazionali darà voce alle posizioni europee. I confini tra i due sono al momento poco chiari, ma l’Unione si identificherà in queste due figure. I poteri del Parlamento, sola istituzione comunitaria eletta a suffragio universale, vengono rafforzati. All’assemblea di Strasburgo il trattato conferisce poteri di codecisione in settori quali l’agricoltura, la pesca, sicurezza e giustizia. Viene rafforzato anche il ruolo dei parlamenti nazionali, potranno dire la loro in fase di legiferazione. Il trattato risveglia la coscienza comunitaria dei cittadini che potranno sottomettere alla commissione un progetto legislativo se raccoglieranno un milione di firme. La Carta dei diritti fondamentali preambolo del trattato diventa vincolante per tutti gli stati membri, esclusi Regno Unito, Polonia e repubblica Ceca. Con il Lisbona lo stato membro che volesse uscire dall’Unione potrebbe farlo, nel trattato c‘è infatti una clausola d’uscita che comtempla questo caso.