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Fisco, ritorsione svizzera sull'Italia

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Fisco, ritorsione svizzera sull'Italia

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La Svizzera interrompe unilateralmente i negoziati con l’Italia sulla doppia imposizione. Una misura ritorsiva, quella annunciata dal Presidente della Federazione elvetica Hans Rudolf Merz, con cui culmina il braccio di ferro innescato dallo scudo fiscale varato dal governo italiano.

“Si tratta di far sapere all’Italia ma anche ad altri Paesi che fossero tentati di seguire l’esempio” dice Filippo Lombardi, consigliere del Partito Democratico del Canton Ticino “che la Svizzera non si lascia calpestare i piedi. Bisognerebbe forse adesso ancora europeizzare il tutto, cioè a mio avviso una nota alla Commissione dell’Unione Europea che dica che la Svizzera vuole negoziare con i Paesi membri ma che si aspetterebbe da tutti i Paesi europei un comportamento corretto nei suoi confronti”. Le tensioni fra Berna e Roma erano cominciate dopo il varo dello scudo fiscale che potrebbe far rientrare in Italia buona parte dei 150 miliardi di euro che, secondo le stime, sono depositati nelle banche elvetiche. Banche messe sotto pressione da un blitz antievasione delle Fiamme gialle la scorsa settimana, in una ventina di città, soprattutto nel Nord Italia. Operazione che aveva spinto la Svizzera a convocare l’ambasciatore italiano.