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Clinton fa pressione, ma sugli insediamenti nessun progresso

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Clinton fa pressione, ma sugli insediamenti nessun progresso

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A israeliani e palestinesi ha chiesto di nuovo di riprendere i negoziati, ma, di nuovo, Hillary Clinton si è trovata di fronte lo scoglio degli insediamenti. Il Segretario di Stato americano si trova nella regione per una visita lampo volta a far ripartire i negoziati sul Medio Oriente. A Gerusalemme Hillary Clinton ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Il dato di fatto è questo – ha detto Netanyahu: noi siamo pronti a impegnarci nei colloqui di pace immediatamente, senza precondizioni. L’altro dato di fatto è che, sfortunatamente, gli altri non lo sono”.

Il Segretario di Stato è arrivata nella regione per una maratona diplomatica che punta a raccogliere quanto seminato da George Mitchell, l’inviato speciale di Obama per il Medio Oriente. Ma il leader palestinese Mahmoud Abbas, che la Clinton ha incontrato a sua volta ad Abu Dhabi, non retrocede: “Abbiamo confermato la nostra posizione: per la pace occorrono impegni, ossia il congelamento totale degli insediamenti – ha detto Abbas. Poi si potrà riprendere il processo per il quale ci siamo accordati e sul quale abbiamo lavorato all’epoca con il premier Olmert e il ministro degli Esteri Livni, ripartendo dai confini del 1967”. Senza un congelamento totale degli insediamenti dei coloni ebrei in Cisgiordania e a Gerusalemme Est non si va avanti, dunque. La Clinton vorrebbe invece fare ripartire i negoziati e inserire la questione al loro interno. Per ora nulla di fatto e il processo di pace resta fermo alla fine del 2008, quando fu bloccato dall’effensiva israeliana a Gaza.