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Sul clima, un accordo a metà

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Sul clima, un accordo a metà

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L’Europa andrà a Copenhagen con un accordo in tasca, anche se solo di principio, e con l’urgenza di incassare il sostegno degli Stati Uniti. Al vertice di Bruxelles i Ventisette hanno concordato: per aiutare i Paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici occorrono 100 miliardi di euro all’anno. L’Unione potrebbe fornirne tra 22 e 50.

Il Presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso ha parlato del vertice di martedì prossimo con Barack Obama. Al Presidente degli Stati Uniti l’Europa dirà di essere pronta a rendere Copenhagen un successo. Ma se l’Europa ha raggiunto un compromesso sulle cifre, l’obiettivo finanziario concordato divide Est e Ovest in merito a come spartirsi gli oneri, oltre che a essere, per ora, solo sulla carta. E gli ambientalisti sono critici. Joris Den Blanken, di Greenpeace, accusa Bruxelles di non avere strappato alcun assegno, e di essersi fermata a un sostegno solo formale alla lotta contro i cambiamenti climatici. A dicembre a Copenhagen i Ventisette ci arriveranno comunque più uniti, e anche forti del “sì” al Trattato di Lisbona strappato alla Repubblica ceca con alcune importanti concessioni. Il Presidente Vaclav Klaus ha promesso una firma in tempi rapidi al testo che dovrebbe rendere l’Europa più snella e incisiva nell’arena internazionale.