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La Russia ricorda le vittime del regime stalinista


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La Russia ricorda le vittime del regime stalinista

Commemorazione in Russia delle vittime delle repressioni politiche. Un anniversario per rendere omaggio, in particolare, a coloro che vennero uccisi durante il regime di Stalin. Le celebrazioni giungono proprio mentre nel Paese si discute sull’eventualità o meno di ripristinare statue e iscrizioni dedicate al dittatore.

Il presidente Dmitri Madvedev ha messo in guardia i russi dai tentativi di riabilitazione di Stalin: “Il trenta ottobre è la data in cui commemoriamo milioni di destini interrotti, persone che sono state sottoposte a esecuzione senza alcun processo, quelle persone che sono state mandate nei campi di concentramento, private dei loro diritti civili, solo perché avevano scelto una professione sbagliata o per le loro origini sociali”. A Mosca decine di persone si sono radunate alla Lubianka, dove aveva sede la polizia segreta, simbolo del regime di terrore, per ricordare le vittime delle grandi purghe tra il 1937 e il 1938. In una scuola di Volgograd però i più giovani hanno un’idea poco chiara del passato sovietico: “Per me Stalin non era un eroe, ma per quello che conosco, era una brava persona” “A mio avviso gli anni passano e le persone si dimenticheranno di lui”. Diverso invece il ricordo di chi, durante il regime stalinista, ha perso amici e parenti: “Gli stalinisti non dovrebbero essere, per alcun motivo, idealizzati. Non possiamo tornare a quel periodo. E’ stata un’epoca di repressione, terrore e persecuzione”. Il marito di questa donna venne ucciso a soli 28 anni. Lei venne inviata in un campo di prigionia e poi esiliata.
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