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Honduras, accordo per uscire dalla crisi

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Honduras, accordo per uscire dalla crisi

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Dopo quasi quattro mesi dal golpe in Honduras, i colloqui tra il governo di fatto e l’estromesso presidente Zelaya hanno permesso alle parti di trovare un accordo per l’uscita dalla crisi.

Tocca ora al parlamento di Tegucigalpa decidere sul ritorno del presidente legittimo. “Ora speriamo che il congresso restituisca i poteri a Zelaya, altrimenti le elezioni non verrebbero riconosciute da nessun paese del mondo”, dice un abitante della capitale. Condizionato dalle pressioni diplomatiche statunitensi e da una mobilitazione popolare che continua dal primo giorno del golpe, il governo di fatto, dopo aver assistito al progressivo isolamento del paese sul piano internazionale, ha accettato una exit strategy che passa per la formazione di un governo di riconciliazione, la tenuta di elezioni a novembre e il ritorno alla guida del paese di Zelaya fino alla fine del mandato, a gennaio. L’annuncio alla tv del presidente di fatto, Micheletti, non ha però fornito altri dettagli. Nessun commento, in particolare, sulla mancanza di un termine per la consegna dei poteri a Zelaya, e sul fatto che le parti abbiano escluso la possibilità che venga convocata una assemblea costituente. Commenti positivi alla soluzione politica sono giunti dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha salutato “il ritorno alla democrazia” nel paese centramericano.