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I 27 ai piedi della Repubblica Ceca

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I 27 ai piedi della Repubblica Ceca

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Vaclav Klaus è il convitato di pietra di questo vertice europeo.

Ufficialmente dedicato alla preparazione della conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico, di fine anno, il vertice vede i 27 impegnati in problemi più interni. Primo fra tutti il caso Repubblica ceca. È alle richieste del presidente ceco Klaus, rappresentato dal premier JAn Fisher, che i 27 dovranno inchinarsi per assicurare la formula che garantisca a Praga una deroga sulla carta dei diritti fondamentali. È questa infatti la condizione imposta da Klaus per firmare il trattato di LIsbona. Il rpesidente di turno lo svedese Fredrik Reinfeldt: “Senza la certezza della ratifica non aprirò le consultazioni sulle candidature, non terremo neppure una dicussione informale, perché non ha alcun senso aprire un processo se non sai quando finisce”. Dietro le quinte in realtà i dirigenti europei cercano un’intesa su chi ricoprirà la carica di presidente dell’Unione e di ministro degli esteri, le due nuove figure introdotte dal Lisbona. La sfida tra il britannico Blair e il lussemburghese Junker resta aperta. Gordon Brown, British Prime Minister “Tony Blair è un candidato eccellente, l’ho sempre detto , siamo convinti che Blair sia il candidato britannico per questo posto, per questo gli diamo il pieno sostegno”. Il tema centrale del vertice, la lotta al cambiamento climatico, resta marginale. L’Unione deve trovare una posizione comune sul sostegno finanziario per aiutare i Paesi piu’ poveri. Bruxelles ha fissato la soglia minima a 15 miliardi per l’aiuto annuale europeo, ma sulle contribuzioni le posizioni dei 27 restano distanti.