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Cuba celebra l'eroe Cienfuegos e incassa il vorto all'Onu per la fine dell'embargo

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Cuba celebra l'eroe Cienfuegos e incassa il vorto all'Onu per la fine dell'embargo

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Cinquanta anni dopo la sua morte, Camilo Cienfuegos entra nel Pantheon degli eroi cubani. Con una cerimonia ufficiale, un disegno gigante del celebre personaggio è stato inaugurato nella piazza principale dell’Avana, accanto a quello, notissimo, del Che Guevara.

Per molti cubani una festa, accresciuta dal voto di ieri all’Onu con cui si chiede agli Usa la fine dell’embargo nei confronti dell’isola. “Per la diciottesima volta, le Nazioni Unite hanno condannato con una risoluzione l’embargo iniquo e genocida”, ha detto la segretaria del Partito comunista, riferendosi al voto di ieri dell’Assemblea generale del Palazzo di Vetro. Il voto quasi unanime – contrari solo Usa, Israele e isole Palau – chiede nuovamente a Washington di levare l’isolamento deciso nei confronti del paese caraibico, 47 anni fa, all’indomani della rivoluzione che depose il dittatore Fulgencio Batista. Il blocco economico, sottolinea un diplomatico cubano, pesa sulla gente comune. “L’embargo colpisce la vita della gente: dei bambini, delle donne, degli anziani. Non c‘è un solo ambito nel quale non sia visibile il suo impatto negativo”, spiega Jorge Bolanos. Il divieto di intrattenere relazioni commerciali con l’Avana, in effetti, non è riuscito a mettere in ginocchio il regime, ma ha finito per rendere difficile la vita ai cittadini cubani, per la mancanza di prodotti, macchinari e pezzi di ricambio. “Abbiamo dei locomotori fermi per mancanza di ricambi”, dice Camilo Chavez, capo delle officine ferroviarie della capitale. “Per andare avanti dobbiamo usare pezzi di altre macchine e adattarli”. Una speranza in più, per la fine dell’embargo, arriva dalla Casa Bianca. Più volte il presidente Obama si è detto determinato a normalizzare le relazioni con Cuba.