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Comincia nel pomeriggio la riunione dei 27 leader europei

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Comincia nel pomeriggio la riunione dei 27 leader europei

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La discussione, lungo due giorni, sarà incentrata su due assi portanti: come sbloccare il Trattato di Lisbona e come dare impulso economico alla lotta contro il riscaldamento globale, in vista del vertice di Copenhagen, a dicembre.

Intanto gli attivisti per l’ambiente manifestano a Bruxelles: “Stiamo sulla lama di un coltello”, dice un responsabile di Greenpeace. “Ci sono alcuni paesi, Gran Bretagna ma anche Danimarca e Olanda, che sostengono l’esigenza di tirare fuori i soldi. Dall’altra parte Germania, Francia e Polonia ancora fano storie. E’ fondamentale che si decidano”. Altro tema caldo, dietro le quinte della riunione, il dibattito sul tema della presidenza dell’Unione, prevista dal Trattato di Lisbona: chi occuperà la nuova carica? In lizza, per ora, l’ex premeir britannico, Tony Blair, che per l’Unione si occupa di Medio Oriente, e il premier del Lussemburgo Jean-Claude Junker. Ma la loro candidatura potrebbe soffrire di nascita prematura. “Blair incarnerebbe – dice un analista di questioni europee – un presidente piu’ riconosciuto, visibile e di alto profilo, mentre Junker sarebbe piuttosto un tessitore di relazioni e di consenso. Ma è inevitabile che altri nomi usciranno fuori dal cappello soltanto all’ultimo minuto. A volte non è positivo cominciare la corsa troppo presto, perche’ si rischia di essere bruciati e superati da candidature piu’ fresche.” E’ curiosa la vicenda di Blair: su di lui pesa lo scetticismo della stessa opinione pubblica britannica, sia progressista che conservatrice. E stamani, i giornali di tutti gli orientamenti, in patria, ne bocciano all’unisono la candidatura.