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Tpi, Karadzic boicotta il tribunale ma il processo va avanti

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Tpi, Karadzic boicotta il tribunale ma il processo va avanti

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Seconda seduta, seconda assenza. Radovan Karadzic boicotta il tribunale penale internazionale per i crimini in ex-Jugoslavia.

L’ex leader dei serbi di bosnia lascia vuota la poltrona dalla quale avrebbe dovuto ascoltare gli 11 capi d’accusa che pendono su di lui. Alan Tieger, procuratore del Tpi, ha proceduto alla lettura: “Come sapete Radovan Karadzic è accusato in particolare di 4 crimini, distinti ma legati tra di loro. Numero 1: una feroce campagna per eliminare i musulmani e i croati di Bosnia da vaste zone della Bosnia Herzegovina. Un’operazione che divenne un autentico genocidio in alcune aree. Numero 2: una lunga campagna di terrore contro gli abitanti di Sarajevo, a base di lanci di granate e soprattutto di spari dei cecchini. Numero 3: il sequestro di caschi blu e di osservatori usati come scudi umani. Numero 4: lo sterminio dei musulmani di Srebrenica, l’uccisione programmatica degli uomini, l’espulsione delle donne e dei bambini”. Sembra dunque che stavolta – dopo l’esperienza del caso Slobodan Milosevic – i giudici de L’Aja non intendano cadere nel gioco dei rinvii. Karadzic si difende da solo. La libera scelta di non presentarsi non bloccherà il dibattimento.