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Karadzic boicotta il TPI dell'Aja. Ma il processo prosegue

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Karadzic boicotta il TPI dell'Aja. Ma il processo prosegue

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Falsa partenza per il processo a Radovan Karadzic che si è aperto ieri presso il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja. Dopo aver disertato la prima udienza, l’ex leader serbo-bosniaco non si presentera’ in aula nemmeno oggi, giorno in cui verranno letti i capi d’accusa contro di lui.

“ Karadzic non boicotta il processo, ha dichiarato uno dei legali dell’imputato, non lo evita, non ha rinunciato al suo diritto di presenziare, ma semplicemente chiede più tempo per prepararsi, per difendersi da solo”. Il rinvio de facto del processo ha suscitato l’ira dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime della guerra di Bosnia. Su Karadzic pesano ben 11 imputazioni per il suo ruolo nel conflitto del 1992-95, tra cui il genocidio di Srebrenica quando furono trucidati oltre 7.000 musulmani. “ Quell’uomo non deve stare all’Aja, deve venire qui a vedere queste tombe, sono migliaia i morti di quel massacro. Li deve avere tutti sulla coscienza. Tutti quanti”. Il processo a Karadzic viene seguito con grande interesse anche a Belgrado dove l’ex leader dei serbi di Bosnia ha trascorso i supi 13 anni di latitanza prima di essere catturato nel luglio del 2008. “ Troppo clamore. Non sarà un processo obbiettivo, almeno secondo noi, perchè non è obbiettiva la corte del Tribunale Internazionale dell’Aja”. In qualche modo Karadzic punta a screditare il Tribunale rinviando le udienze e seguendo cosi’ le orme del suo ex alleato, il presidente jugoslavo Milosevic, morto nel 2006. Il suo alter ego militare, il generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, responsabile tra l’altro dell’assedio di Sarajevo (11 mila morti) e del massacro di Srebrenica resta tutto ricercato.