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Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes

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Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes

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Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes
Ministro degli esteri della Mauritania

Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes è la prima donna di un paese islamico a ricoprire la carica di ministro degli esteri. Erede di una delle famiglie piu’ autorevoli della Mauritania Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes è stata nominata in questo posto chiave dal nuovo presidente Mohamed Oueld Abdulaziz che lo scorso agosto è riuscito a farsi eleggere dopo aver conquistato il potere grazie a un colpo di stato. – Signora Alnaha Bint Meknes lei ricopre uno dei ministeri piu importanti del governo del presidente Abdulaziz. Quali saranno le principali linee guida della politica estera della Mauritania? “Nel suo discorso di investitura il presidente Mohamed Abdel Aziz ha ricordato che la politica estera della Mauritania ricalcherà gli interessi del popolo della Mauritania. Lavoreremo per affermare il ruolo della nostra diplomazia, una diplomazia che punterà allo sviluppo, definita lo ripeto in base agli interessi del popolo della Mauritania” – Signora Alnaha Bint Meknes il presidente Abdel Aziz si è recato in Venezuela e ha buone relazioni con Hugo Chavez con la Libia di Gheddafi e con l’Iran. Ci saranno dei cambiamenti in politica estera? “A partire da oggi le relazioni con i paesi fratelli e i paesi amici sarà basata innanzitutto sul mutuo rispetto. Saranno basati sul rispetto della sovranità della Mauritania. Tutti i paesi fratelli e amici che saranno pronti a lavorare con noi rispettando questi principi saranno i benvenuti. Noi saremo aperti a ogni possibile collaborazione con i paesi che rispetteranno la nostra sovranità” – Il presidente Abdel Aziz è in Francia in visita ufficiale. Quali saranno i principali dossier a cui lavorerà assieme al presidente Sarkozy? “Verranno presi in esame diversi dossier. Per il presidente in ogni caso la priorità è realizzare le riforme promesse, nel settore della sanità, dell’educazione, dalla costruzione di infrastrutture e garantire inoltre la sicurezza degli stranieri che vivono in Mauritania” – Intende dire che la Francia potrebbe fornire aiuti militari al suo paese, formare i quadri delle forze armate con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del paese? “Ci sarà spazio per che intende aiutare la Mauritania a migliorare il livello di vita dei suoi cittadini” – La Francia vi ha fornito qualche anticipazione sulla tipologia degli aiuti che intende fornire? “Siamo pronti a lavorare con tutti i paesi che intendono collaborare con la Mauritania” – La Mauritania è stata recentemente colpita da una serie di attacchi terroristici. In questo campo esiste una collaborazione tra il suo governo e la Francia? “Vorrei precisare che in Mauritania non esistono campi di addestramento per terroristi ne esistono cellule terroristiche. Ma esistono infiltrazioni, gruppi che sono penetrati attraverso le nostre frontiere dai paesi vicini e noi intendiamo mettere un termine a questa situazione pericolosa e siamo pronti quindi a collaborare con tutti i paesi che sono disposti a garantire la sicurezza dei nostri cittadini” – Dopo l’invasione di Gaza il presidente della Mauritania ha chiuso l’ambasciata israeliana a Nouakchott. Avete intenzione di riaprirla? “La priorità del governo e del presidente della Mauritania è il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Gli altri dossier verranno trattati al momento opportuno” – La Mauritania rappresenta un punto di passaggio per gli immigrati clandestini diretti in Europa. Sappiamo che l’Italia ha firmato un accordo con la Libia su questa questione. La Mauritania pensa di fare qualcosa di simile? fa degli sforzi per frenare questo fenomeno? “Sebbene esistano delle convenzioni con alcuni paesi per frenare il fenomeno dell’immigrazione clandestina io credo che la vera soluzione a questo problema stia nella lotta alla povertà e l’ignoranza. Dev’essere questo l’approccio. Lottando contro la povertà siamo sicuri che si possa mettere un termine all’immigrazione clandestina” – Un’ultima domanda di tipo personale: lei è il primo ministro degli esteri donna nel mondo arabo. Pensa che il presidente con la sua nomina abbia voluto favorire l’emancipazione femminile o abbia pesato piuttosto la fama di suo padre che per lungo tempo ricoprì a sua volta l’incarico di ministro degli esteri? “Sono fiera di quello che mio padre fece per il bene del paese e nella mia nomina vedo un gesto rivolto a tutte le donne della Mauritania. Un invito ad integrarsi in fondo le donne rappresentano la metà della società anzi di piu visto che rappresentiamo il 52% della popolazione”