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2 milioni alle urne per le primarie del Pd

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2 milioni alle urne per le primarie del Pd

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Un documento d’identità, il certificato elettorale, il permesso di soggiorno per gli immigrati. Così circa 2 milioni di persone si sono presentate negli stand allestiti in tutta Italia per le primarie del Partito Democratico.

Evento attorno a cui si sono addensate le polemiche ma anche le speranze del principale partito d’opposizione in cerca di una linea e di una leadership. 9.800 seggi in tutto lo stivale, 70.000 volontari del Pd per il voto. Dario Franceschini, segretario ad interim da febbraio scorso, dopo l’abbandono di Veltroni: difficilmente potrà restarlo difronte alla candidatura del conterraneo emiliano amico dei sindacati. Periluigi Bersani non solo è favorito ma è già stato votato dall’assemblea degli iscritti. Nei panni di outsider, Ignazio Marino, sostenitore del programma più laico e a sinistra che il Pd sia riuscito a proporre, il chirurgo genovese non sembra avere grandi chances. Intanto, dopo l’autosospensione dalle sue funzioni come Presidente della regione Lazio per lo scandalo che lo ha coinvolto, Piero Marrazzo ha deciso di non votare e sospendersi anche dal partito.