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Cosa è cambiato a 80 dal crollo di Wall Street?

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Cosa è cambiato a 80 dal crollo di Wall Street?

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80 anni fa il giovedì nero della borsa di New York sconvolgeva l’economia americana. Domani l’anniversario. Anna Bressanin, la nostra inviata a New York, tasta il polso della prima piazza mondiale con un interrogativo: il passato è tornato?

“Il crollo del 1929” dice David Henderson, trader “è stato un evento spaventoso. La mia famiglia era qui, lavoriamo in borsa da 5 generazioni. All’epoca qui c’era mio nonno”. “Quando ti trovi in una bufera del genere” dice Teddy Weisberg “sembra la fine del mondo, è uno shock forte. Ma la gente tende sempre a buttar via il bambino con l’acqua sporca. Nel bene e nel male la borsa è largamente influenzata dalle emozioni”. Il crollo arriva dopo i ruggenti anni Venti, un periodo di euforia. Tutti compravano e facevano soldi. Poi tutto è finito bruscamente. Leena Akhtar, Direttrice degli Archivi del Museo delle Finanze: “Questa è la sede della banca di New York dal 1796” dice. “Ecco i giornali del 25 ottobre, dopo il crollo. Hanno fatto troppo presto a dire, la borsa è crollata ma ora la crisi è finita”. Oggi la crisi è al primo, timido stadio di ripresa, stando alla Federal Reserve. Non sarà ancora troppo presto per dire che è finita? “Abbiamo imparato molto dal ’29 e dal ’33” spiega il Professor Richard Sylla. “Ora le autorità intervengono in modo massiccio per prevenire il peggio”. “Poi però è arrivato il New Deal” ricorda Alan Valdes, trader di Wall Street. “Ora li chiamiamo stimoli. Quest’anno abbiamo speso 700 miliardi di dollari in stimoli, senza creare lavoro”. La crisi del Ventinove è quella di oggi hanno qualcosa in comune: entrambe sono arrivate dopo una bolla finanziaria. E le bolle scoppiano sempre.