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Sciopero capillare delle poste britanniche, la Royal Mail, dall'alba di oggi

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Sciopero capillare delle poste britanniche, la Royal Mail, dall'alba di oggi

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Il blocco durerà 48 ore: cominciano 42 mila impiegati dei centri di smistamento e da domani 78 mila postini si asterranno dal lavoro. La Communication Workers Union, sindacato di categoria, protesta soprattutto contro un piano di privatizzazione che prevede tagli al personale.

“La verità dietro questa disputa – afferma un leader del sindacato – è che il ministro Mandelson, in combutta con le persone che guidano la società, nominate da questo governo, sente chiaramente che è venuto il tempo di farcela pagare, perche’ a suo tempo abbiamo sconfitto la privatizzazione”. All’inizio di quest’anno il governo ha ritirato, a causa delle forti avversità politiche e sindacali, un simile piano. Prevista la vendita del 30% della società. In parlamento la discussione è aspra. “Secondo Brown – dice il leader conservatore, Cameron – non c‘è nesso tra gli scioperi e la debolezza che ha mostrato ritirando il provvedimento. Bene, sarà forse d’accordo con me sul fatto che da quando il governo ha abbandonato la privatizzazione, il sindacato si è galvanizzato”. “Sulla base del piano di modernizzazione – replica il premier, Brown – 40 mila posti sono soppressi. Cameron puo’ sperare di riuscire a portare, nel mondo in cui lo sta facendo, le relazioni industriali delle Poste nell’arena politica?” La ristrutturazione delle Poste sembra tuttavia indispensabile per la loro sopravvivenza, dato il pesante declino della società. Un’altra grana per il governo Brown, già provato; a pochi mesi dalle elezioni politiche a metà del 2010.