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Ucraina, colpi bassi in campagna elettorale

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Ucraina, colpi bassi in campagna elettorale

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La campagna elettorale ucraina comincia subito con colpi bassi. L’ex premier Viktor Yanukovic, considerato il favorito nelle presidenziali del 17 gennaio, viene accusato di aver fatto parte, negli anni Settanta, di una gang giovanile che picchiò e violentò una ragazza. L’accusa viene dal campo avverso, quello dell’attuale primo ministro Yulia Timoshenko, anche lei candidata alla presidenza.

Le accuse a Yanukovic sono state portate in Parlamento da un deputato dell’attuale maggioranza. Ma la replica non si è fatta attendere: nello stesso giorno, è arrivata la rivelazione che tre parlamentari del blocco popolare che fa capo a Yulia Timoshenko sono sotto inchiesta per pedofilia. I fatti sarebbero avvenuti nel campo Artek, la celebre struttura sul Mar Nero usata come luogo di vacanza per giovani comunisti ai tempi dell’Unione Sovietica. Timoshenko, una dei protagonisti della “rivoluzione arancione” del 2004, è data dai sondaggi al secondo posto delle intenzioni di voto, con una decina di punti percentuali di svantaggio rispetto a Yanukovic.