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Ue spaccata sulle quote per i pescatori dilettanti

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Ue spaccata sulle quote per i pescatori dilettanti

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I pescatori della domenica dovranno rispettare anche loro le quote imposte da Bruxelles? No, è la risposta della Commissione europea, che ha fatto marcia indietro dopo le proteste suscitate da un suo progetto che andava in questo senso. Però, precisa l’esecutivo dei Ventisette, un sistema di controllo dovrebbe essere instaurato anche per la pesca ricreativa, soprattutto per alcune specie a rischio.

Spiega il portavoce Johannes Laitenberger: “In base alla nuova proposta di regolamentazione per un migliore controllo del settore della pesca, gli Stati membri non hanno l’obbligo di contare tutto quanto sia stato pescato per svago all’interno del sistema delle quote. C‘è solo un obbligo, che è ragionevole, ed è quello di valutare l’impatto di alcuni tipi di pesca ricreativa, in particolare quelli che riguardano il ripristino degli stock, cioè attualmente merluzzo e tonno rosso”. Dalla sua parte Bruxelles ha gli ambientalisti, o almeno una parte di essi. Per il Wwf la pesca amatoriale rappresenta un grattacapo più grave di quanto si pensi. Uno dei rappresentanti dell’associazione, Aaron McLoughin, dice: “Penso che la Commissione voglia sollevare la questione della pesca ricreativa per una ragione molto semplice: non hanno idea di quanto sia vasto il problema, e vogliono saperlo. Nel Baltico il 30 per cento del merluzzo viene catturato da pescatori dilettanti!” Il progetto riguarderebbe solo la pesca in alto mare. Il testo, che è in questo momento sul tavolo dei ministri dell’agricoltura riuniti a Lussemburgo, prevede che siano i singoli Stati membri a trovare gli strumenti per valutare l’impatto della pesca ricreativa.