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L'energia a basso consumo di CO2

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L'energia a basso consumo di CO2

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Nonstante la crisi finanziaria la commissione europea ha deciso di triplicare i fondi per l’energia a basso consumo di CO2. Perché?

Secondo un rapporto presentato all’inizio del mese dalla Commissione l’obiettivo dell’Unione di ridurre l’emissione di anidride carbonica dell’80% ha bisogno di ulteriori finanziamenti. Una strategia che punta alla limitazione dei gas ad effetto serra, ma anche alla riduzione dei prodotti energetici costosi quali petrolio e gas dai quali siamo dipendenti all’80%. “Spendiamo in media circa tre miliardi all’anno e secondo le nostre stime abbiamo bisogno d’investire otto miliardi ogni anno per avere un risultato soddisfacente” dice il commissario all’energia Un piano che costerà 50 miliardi di euro su dieci anni. Per esempio sei miliardi di euro per la ricerca sull’energia eolica che secondo Bruxelles può soddisfare un quinto della domanda di energia dell’Unione entro il 2010.16 miliardi sono invece destinati allo sviluppo dell’energia solare. La Commissione stima che l’energia solare potrà contribuire per il 15% alle richieste di energia in Europa a partire dal 2020, mentre il 14% del totale potrebbe arrivare dalle bioenergie. Ma il rapporto non dice nulla su come i paesi membri possano trovare il denaro sufficiente per i mega investimente. Secondo il commissario alla ricerca la spinta potrebbe arrivare dalle banche “Le banche e i fondi devono rischiare e investire di piu’ nelle energie che sono alla base del nostro futuro. Ci rendiamo conto che un investimento del genere è un lusso, invece, siamo convinti del contrario” Senza dimenticare l’impatto sull’occupazione. Secondo Bruxelles 200 mila nuovi posti sono da prevedere nel settore delle nuove energie Per saperne di più sull’Europa, Europe Direct: un numero verde, un sito internet e centro informazioni