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L'Onu dà via libera al rapporto Goldstone. Si di Africa, non allineati e Paesi islamici; Usa e Italia votano no

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L'Onu dà via libera al rapporto Goldstone. Si di Africa, non allineati e Paesi islamici; Usa e Italia votano no

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Il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’Onu ha approvato il rapporto Goldstone sul conflitto a Gaza dell’inverno scorso.

Con 25 si, 6 no e 11 astenuti, il consiglio chiede a Israele a all’Autorità palestinese di indagare a fondo sui crimini commessi durante l’invasione israeliana della striscia di Gaza. Nel conflitto morirono circa 1400 persone, soprattutto civili palestinesi. “I Paesi membri non sono d’accordo sul come procedere – spiega Julie De Rivero, direttore generale di Human Rigts Watch a Ginevra. “Alcuni pensano che se ne debba occupare il Consiglio di Sicurezza e la Corte Penale Internazionale; altri invece, sostengono che sia una questione di interesse esclusivamente nazionale e che l’unico organo dell’Onu a occuparsene debba essere il consiglio dei diritti dell’uomo. Il problema è tutto qui – continua – ma il messaggio che le inchieste sono necessarie e che ci debba essere giustizia per le vittime è condiviso da tutti”. Secondo il rapporto stilato dal giurista sudafricano Goldstone, Israele e Anp hanno 6 mesi di tempo per fare chiarezza, altrimenti la questione verrà sottoposta al consiglio di sicurezza che potrebbe rivolgersi alla Corte Penale Internazionale. Ad appoggiare la risoluzione sono stati i Paesi Arabi, quelli africani, l’ organizzazione della conferenza islamica, e il gruppo dei non allineati. Stati Uniti e Italia hanno votato no, Francia e Gran Bretagna non hanno partecipato al voto. Gli scettici sostengono che un intervento del TPI nuocerebbe al processo di pace.