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Trattato di Lisbona: Governo ceco ed Europa cercano una soluzione

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Trattato di Lisbona: Governo ceco ed Europa cercano una soluzione

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Per il Trattato di Lisbona, tutto ormai dipende dalla Repubblica ceca: il governo di Praga si è riunito per cercare una soluzione, dopo l’ultima richiesta del presidente Vaclav Klaus. Nelle prossime ore il premier Jan Fischer volerà a Bruxelles, per un nuovo incontro con il presidente della Commissione europea, José Miguel Durao Barroso.

“A questo punto, è necessario prima di tutto un chiarimento sulle possibili intenzioni della Repubblica Ceca”, ha detto un portavoce della Commissione. Vaclav Klaus, nel fine settimana aveva incontrato Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, al quale aveva comunicato l’ultima richiesta: una clausola d’esonero per la Repubblica ceca nella carta dei diritti fondamentali, annessa al Trattato di Lisbona e quindi non emendabile senza che si debba procedere a una nuova ratifica in tutti i Paesi. La clausola, secondo Klaus, dovrebbe proteggere Praga dalle rivendicazioni dei discendenti dei tedeschi dei Sudeti: tre milioni di persone furono espulse dalla Cecoslovacchia nel 1945, e i loro beni confiscati. Probabilmente il governo ceco proporrà di soddisfare la richiesta di Klaus con le stesse forme di garanzia che sono state date agli irlandesi, senza quindi emendare il testo. Ma c‘è un problema di tempi: se la ratifica ceca dovesse slittare fino alle elezioni britanniche, la prossima primavera, i conservatori di David Cameron, favoriti nei sondaggi, intenderebbero proporre un referendum sul Trattato, e questo potrebbe rimettere tutto in gioco. Per i fautori del Trattato di Lisbona, il fine settimana ha riservato però anche una buona notizia: la controfirma alla ratifica del presidente polacco, Lech Kaszynski.