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Parlamentari inglesi ignorano la protesta di Greenpeace

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Parlamentari inglesi ignorano la protesta di Greenpeace

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I problemi sul clima passano in secondo piano sia nelle agende politiche, sia negli accordi internazionali dove, secondo l’allarme dell’Unione Europea, rischiano di rimanere sulla carta. La protesta degli attivisti di Greenpeace, appollaiati da domenica sul tetto del Parlamento inglese, non ha attirato l’attenzione né dei media né dei parlamentari al primo giorno di lavoro, dopo la pausa estiva. I militanti dell’organizzazione hanno presentato un manifesto di 12 punti in cui chiedono la riduzione delle emissioni dei gas inquinanti entro il 2030. Lo slogan é “una nuova politica per un nuovo clima”.

“I parlamentari sono tornati al lavoro oggi e restano poche settimane prima della conferenza internazionale sul clima di Copenhagen. E’ necessaria una svolta in materia di cambiamenti climatici se vogliamo arrivare a dei risultati durante i negoziati. – spiega un portavoce di Greepeace – Al momento siamo in una fase di stallo internazionale, perché i paesi ricchi come la Gran Bretagna, non hanno fatto abbastanza per ridurre le emissioni “. Perplessità sui risultati del vertice che si terrà a dicembre prossimo, arrivano anche dall’Unione Europea. Per Bruxelles un negoziato debole rischia di compromettere gli esiti della quindicesima conferenza internazionale sul clima.