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A Ginevra balzo in avanti della destra populista

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A Ginevra balzo in avanti della destra populista

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Ogni giorno, a Ginevra, circa 60mila francesi attraversano la frontiera. Vanno a lavorare nella città svizzera. Alle elezioni cantonali di ieri questo pendolarismo ha finito per avere il suo peso.

A dar fuoco alle polveri il partito di destra, dell’UDC, che ha diffuso un testo, anche sul Giornale di Ginevra, in cui si definiva “feccia” i lavoratori transfrontalieri francesi. Un discorso anti stranieri che ha pero’ fatto il gioco di un altro partito, populista, il Movimento Cittadini Ginevrini, l’MCG, che ha raddoppiato i voti dallo scorso scrutinio.¨ “Un partito che esiste da solo qualche anno, dice il suo presidente, Eric Stauffer, e realizza un risultato senza precedenti nella storia della città è la risposta che il popolo ha voluto dare alla classe politica.” L’MCG è stato fondato nel 2005 da una costola dell’UDC. Ha ottenuto oltre il 15% dei voti, e 17 seggi nel parlamento cantonale, divenendo cosi’ la terza forza politica della regione ginevrina. “Coi suoi slogan anti lavoratori stranieri ha fatto centro, dice questa la giornalista svizzera Françoise Chuard, anche se a Ginevra esistono 265mila posti di lavoro per una popolazione attiva che non va al di là dei 220mila.” A preoccuparsi per il balzo in avanti della destra xenofoba i partiti tradizionali, che hanno visto eroso il loro risultato, liberali per primi. “Sta emergendo un discorso di tipo fascista, dice Renaud Gautiere sottolineo che l’MCG fa pensare all’Italia e alla Germania degli Anni Venti.” La storia recente della città svizzera ricorda pero’ che già in passato, altri partiti, populisti, hanno goduto di un effimero successo per poi perdere rapidamente quota presso la cittadinanza.