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Il Trattato di Lisbona continua il suo cammino accidentato verso la ratifica

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Il Trattato di Lisbona continua il suo cammino accidentato verso la ratifica

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Tappa questa volta a Bruxelles per una conferenza stampa surreale con il premier ceco Jan Fisher in collegamento video perchè il suo aereo non ha potuto decollare per problemi tecnici. Fredrik Reinfeldt il premier svedese presidente di turno dell’Unione ha affermato che senza la garanzia da parte della Repubblica ceca di una conclusione del processo di ratifica entriamo su un terreno ignoto. Si era calcolato che il trattato sarebbe entrato in vigore il 1 gennaio, ora sta a noi dar prova di flessibilità e tenere il timone in una situazione nuova.

Senza il Trattato di Lisbona, l’Unione europea non è in grado di avviare il processo di consultazioni sulle nomine del presidente stabile e dell’alto rappresentante per la politica estera della Ue, previste dalla riforma istituzionale. Al presidente ceco Vaclav Klaus la Costituzione riserva il diritto di avere l’ultima parola con la sua firma. “La corte costituzionale ceca sta esaminando il trattato per la terza volta, spiega l’euro deputato Edward McMillan-Scott, ma non è cambiato nulla, non si giustifica un ulteriore ritardo. L’unico dilemma è se vacklav Klaus è disposto a sacrificare la sua carriera politica, rifiutandosi di firmare, perchè ci sarebbe un impeachment nel parlamento ceco”. Il presidente ceco, che si trincera dietro l’atteso verdetto costituzionale, non ha smesso di fare campagna contro il Trattato. Mentre l’Irlanda sabato votava uno schiacciante si, lui arringava la folla a Praga contro un’Europa che una volta ha definito una sorta di Unione sovietica. Farà ora un suicidio politico oppure firmerà in extremis, dopo qualche concessione in più da Bruxelles?