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Afghanistan, Obama difronte al dilemma della strategia

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Afghanistan, Obama difronte al dilemma della strategia

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Molti americani si dicono disposti a vedere ancora immagini come queste, se è il prezzo da pagare per liberare l’Afghanistan dal terrorismo. Sono le bare dei militari statunitensi uccisi lo scorso fine settimana. Tuttavia, stando ai sondaggi, solo 38 americani su 100 sono favorevoli all’invio di rinforzi, invio sul quale insiste il Generale McChrystal, capo delle truppe della Nato in Afghanistan.

Il 1 ottobre, in conferenza stampa a Londra, il generale ha così lanciato il dibattito pubblico: “Dobbiamo invertire la tendenza attuale e il tempo è una variabile chiave. Aspettare oltre non ci dà la certezza del successo” ha detto. E’ il dilemma al quale è inchiodata l’amministrazione Obama: quale la strategia migliore per la guerra? Mandare più uomini secondo lo Stato maggiore: 40.000 almeno. Attaccare in maniera chirurgica i centri di potere di al Qaeda soprattutto in Pakistan secondo il Vice presidente Joe Biden. Ieri Barack Obama ha consultato i leader democratici e repubblicani prima di prendere una decisione. Il senatore repubblicano John McCain non ha dubbi: “Non solo sono convinto che l’analisi del Generale McCrystal sia corretta. Credo anche che si debba agire al più presto. Con la strategia e le risorse indicate dai militari. La decisione spetta al Presidente ma le loro raccomandazioni dovrebbero essere tenute in considerazione visti i loro successi passati”. Per ora il Presidente sta valutando il da farsi. Ma ha già confermato che gli Stati Uniti restano in allerta contro quella che ha definito “la principale minaccia: al-Qaeda”. “Dovrebbe essere ormai chiaro, gli Usa e gli alleati hanno inviato un messaggio: colpiremo al-Qaeda ovunque” ha detto. “Non demorderemo; stiamo sviluppando capacità e cooperazione per impedire rifugio e copertura a chi minaccia gli Stati Uniti e i suoi alleati”. In una situazione di indecisione, secondo molti analisti il rischio maggiore è quello di adottare una terza via, con un aumento di truppe insufficiente e poche risorse al lavoro di intelligence contro al-Qaeda.