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Le novità previste nel Trattato di Lisbona

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Le novità previste nel Trattato di Lisbona

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Lo si ripete da mesi: il futuro dell’Europa dipende dal referendum irlandese. Vero. Almeno in parte. In ogni caso il Trattato di Lisbona, se approvato da tutti i Ventisette, semplificherà il funzionamento delle istituzioni europee.
 
Si chiama Trattato di Lisbona in quanto siglato dai Ventisette nella capitale portoghese nel dicembre del duemilasette. Cento quarantacinque pagine che modificano i testi esistenti. Modificare, semplificare, rendere le istituzioni europee più vicine e piu’ comprensibili ai cittadini.

In concreto, il trattato pone fine al meccanismo della presidenza, ogni sei mesi diversa, dell’Unione Europea. Vi sarà un presidente in carica per cinque anni al massimo. Questi sarà affiancato da un responsabile della politica estera europea. Quando sarà il caso, l’Unione potrà cosi’ far sentire forte e chiaro la propria voce nel consesso mondiale.
 
Presidente e Alto rappresentante per la politica estera rappresenteranno l’Europa in modo più efficace, e i cittadini europei sapranno con certezza chi è alla testa delle istituzioni di Bruxelles.
 
Secondo cambiamento di rilievo: una decisione verrà presa se ottiene il sostegno del cinquanta cinque percento degli Stati membri che rappresentino pero’ il sessantacinque per cento almeno della popolazione europea.
 
Quanto all’Europarlamento, godrà di una posizione di parità rispetto ai parlamenti nazionali, e disporrà di reali poteri di codecisione con gli stati in settori come agricoltura, pesca, polizia, giustizia.
 
Tenendo conto delle attese dei cittadini, il trattato ha inoltre posto giustizia, libertà e sicurezza al centro della sua azione, e si prefigge di meglio armare l’Europa contro criminalità e terrorismo.
 
Si prevede poi la creazione di un meccanismo di iniziativa popolare: un testo siglato da almeno un milione di cittadini potrà sollecitare la Commissione a formulare una proposta legislativa.
 
Soprattutto i temi che stanno a cuore degli europei sono stati presi in considerazione dal Trattato: la sicurezza energetica, le modificazioni climatiche, la salute, il lavoro.
 
Superato l’ostacolo irlandese, c‘è pero’ sempre la Polonia, che non ha ancora firmato.