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I nuovi passi dell'iter del Trattato di Lisbona

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I nuovi passi dell'iter del Trattato di Lisbona

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Il Si irlandese sblocca ora la ratifica del trattato in Europa. Lo sottolinea anche il primo ministro polacco Donald Tusk:

“Spero che arrivi presto l’annuncio della firma del trattato di Lisbona da parte del presidente. L’Europa dopo questo risultato aspetta con ansia l’avvallo del presidente Kaczynski e della repubblica ceca. Non vorrei che la Polonia fosse il paese che blocca il processo di integrazione in Europa”. Oltre alla Polonia, il trattato non è stato ratificato nella Repubblica ceca. Per entrare in vigore, il testo deve essere approvato da tutti i ventisette stati membri. Praga conta tra gli euroscettici anche il presidente Vacklav Klaus, che attende prima della firma del testo il pronuciamento dell’Alta Corte, dopo un ricorso presentato da un gruppo di parlamentari: “Il problema per ora non si pone. Allo stato attuale dobbiamo aspettare il responso della corte costituzionale”. Le titubanze nella Repubblica Ceca rischiano di rallentare l’iter per l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Mentre il fronte euroscettico è mobilitato, il primo ministro ceco Jan Fischer ha dichiarato che il suo paese potrebbe ratificare il testo entro la fine dell’anno.