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Bruxelles brinda al "SÌ" irlandese

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Bruxelles brinda al "SÌ" irlandese

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A Bruxelles è già festa per la vittoria ormai scontata del sì al referendum. In questo pub irlandese si sottolineano gli effetti positivi che avrà per il Paese e per l’Europa l’entrata in vigore del Trattato una volta ratificato da tutti e 27 i Paesi membri. Ma cos‘è cambiato nell’opinione pubblica rispetto all’anno scorso quando a prevalere fu il “NO”?

Dice Hugo Brady del centro per Riforme Europee: “La grande differenza tra la prima e la seconda consultazione è che l’economia irlandese nel frattempo è entrata in crisi per cui l’elemento chiave per la vittoria del sì era rendere la gente consapevole del fatto che votando NO non si puniva il governo, ma si toglieva all’Irlanda una fonte di potenziali aiuti economici”. A brindare con gli irlandesi anche Guy Verhofstadt, ex premier belga e capogruppo dei liberaldemocratici all’Europarlamento. Anche secondo lui, con questo SÌ, l’Irlanda ha riconosciuto che l’Europa è uno strumento positivo. Verhofstadt ha poi auspicato che Polonia e Repubblica Ceca completino al più presto il processo di ratifica.