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Ulteriore allargamento a rischio se manca la ratifica del Trattato


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Ulteriore allargamento a rischio se manca la ratifica del Trattato

Cosa succederà se si delinea lo scenario finora più improbabile? A Bruxelles si attende col fiato sospeso l’esito del referendum: un secondo no irlandese secondo alcuni analisti aprirebbe una crisi nell’Unione Europea bloccando i grandi progetti, in particolare un ulteriore allargamento:

“In un certo senso i Paesi dei Balcani potrebbero rappresentare i danni collaterali di una mancata adozione del Trattato di Lisbona”, afferma Dusan Gajic, corrispondente della tv pubblica serba. “Notiamo già non solo una stanchezza nei confronti dell’allargamento, ma una sorta di riluttanza in alcuni Stati membri”. Francia e Germania hanno già avvertito che senza Trattato di Lisbona, l’Unione Europea non accoglierà altri membri. Forse l’ultimo Paese potrebbe essere la Croazia. E si allontanerebbe anche l’ipotesi di adesione della Turchia. “Prima del Trattato di Lisbona il processo di allargamento in corso sotto il Trattato di Nizza è andato finora avanti con alti e bassi”, dice Julia De Clerck del Centre for European Policy Studies. “Adesso il problema è davvero politico: sia il presidente francese Sarkozy che il cancelliere tedesco Merkel non vogliono che il processo di allargamento continui se non si ratificherà il Trattato di Lisbona e non si procederà a una riforma istituzionale”. Una mancata ratifica e un mancato rinnovo delle istituzioni secondo alcuni rischia anche di creare un’Europa a due velocità, con una maggiore cooperazione tra alcuni Stati a discapito di altri.

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